Gestione del rischio incendio nei reparti di Risonanza Magnetica: aspetti tecnici, normativi e operativi

 

Quadro normativo

La gestione del rischio incendio nei reparti di Risonanza Magnetica (RM) è regolata da un complesso di norme che tutelano pazienti, operatori e strutture sanitarie.
Riferimenti principali:

  • D.Lgs. 101/2020 – sicurezza e radioprotezione per installazione e utilizzo dei tomografi RM;
  • D.M. 14 gennaio 2021 – aggiornamento standard di sicurezza per apparecchiature RM ;
  • D.Lgs. 81/08, artt. 18, 43, 46 – obblighi del datore di lavoro su prevenzione incendi ed emergenze;
  • D.M. 1, 2, 3 settembre 2021 – nuovi decreti antincendio:
    • manutenzione impianti (D.M. 1/09/2021);
    • gestione emergenze (D.M. 2/09/2021);
    • progettazione e sicurezza (D.M. 3/09/2021);
  • Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015 e s.m.i.);
  • Indicazioni operative INAIL 2015 e Comunicazione di Avvenuta Installazione (CAI) entro 60 giorni dall’attivazione del tomografo (D.M. Salute 10/08/2018).

 

Principi tecnici e caratteristiche del rischio

Il rischio incendio in RM è peculiare per la presenza di campi magnetici statici, criogeni (elio liquido) e impianti elettrici complessi.
Scenari di rischio principali:

  1. Incendi in ambienti magneticamente confinati: i materiali ferromagnetici possono essere attratti dal magnete (effetto “missile”).
  2. Quench criogenico: rilascio di elio gassoso con rischio di ipossia, sovrappressione e innesco incendi.
  3. Guasti elettrici o surriscaldamenti: fonti di ignizione in sistemi ausiliari.

Il progetto antincendio deve seguire il Codice di Prevenzione Incendi (Sezioni G.1–G.7 e S.1–S.10) e le Indicazioni INAIL, integrando aspetti magnetici, ventilazione e compartimentazione.

Obblighi del datore di lavoro

Secondo il D.Lgs. 81/08 (artt. 18, 43, 46) e i decreti del 2021, il datore di lavoro deve:

  • elaborare valutazione del rischio incendio specifica per RM nel DVR;
  • designare addetti antincendio formati secondo il D.M. 2/09/2021 (livello medio o alto);
  • garantire manutenzione documentata di impianti e dispositivi secondo UNI 9994-1:2013, UNI EN 12845 e UNI 10779;
  • formare e informare il personale sui rischi RM (campi magnetici, criogeni, evacuazione);
  • predisporre procedure di emergenza RM-safe, senza apparecchiature metalliche;
  • aggiornare i registri di controllo (D.M. 1/09/2021, art. 6) e la documentazione INAIL–CAI.

 

Procedure operative e misure tecniche

Progettazione e segregazione delle aree

  • Identificazione delle zone di sicurezza secondo le linee isomagnetiche (0,5 mT e 3 mT) definite dalle Indicazioni INAIL.
  • Limitazione dell’accesso alle aree “Zone IV” solo a personale formato.
  • Presenza di vie di esodo magneticamente sicure, chiaramente segnalate e prive di ostacoli metallici.

Impianti di rivelazione e allarme

  • Installazione di rivelatori di fumo RM-compatibili (ottici a barriera o aspirazione).
  • Pulsanti d’allarme fuori dal campo magnetico attivo.

Gestione dei gas criogenici

  • Monitoraggio continuo della concentrazione di ossigeno con sensori tarati e manutenzione documentata (art. 3.6 INAIL-CAI).
  • Verifica periodica del sistema di ventilazione e scarico criogeno (quench pipe).

Procedure di emergenza

  • Attivazione del piano di emergenza antincendio con sequenza dedicata: spegnimento graduale dei sistemi, evacuazione assistita, interdizione dell’area magnetica.
  • Coordinamento con i Vigili del Fuoco e con l’Esperto Responsabile della Sicurezza (ER) per l’analisi preventiva dei rischi e delle vie di accesso.

 

Implicazioni pratiche per le aziende sanitarie

Le strutture sanitarie devono:

  • predisporre un Regolamento di Sicurezza RM e aggiornarlo annualmente (INAIL 2015);
  • conservare la documentazione tecnica richiesta dalla CAI all’INAIL entro 60 giorni dall’installazione del tomografo;
  • aggiornare periodicamente la valutazione dei rischi incendio e radioprotezione, in coerenza con il D.Lgs. 101/2020, art. 17;
  • assicurare la tracciabilità documentale di tutti gli interventi di manutenzione e formazione, integrando i registri antincendio e di sorveglianza fisica;
  • simulare esercitazioni di emergenza almeno annuali, documentando gli esiti e le eventuali criticità operative.

Conclusioni

La gestione del rischio incendio nei reparti RM richiede un approccio sistemico che integri prevenzione, formazione, manutenzione e coordinamento tra figure responsabili (datore di lavoro, MR, ER, RSPP).
Il rispetto degli standard tecnici e delle prescrizioni legislative non solo tutela la sicurezza di operatori e pazienti, ma costituisce requisito indispensabile per la conformità agli obblighi INAIL e alle verifiche ispettive di prevenzione incendi.