Con l’effettiva entrata in vigore del Regolamento EU sulla Protezione dei Dati Personali (in seguito GDPR 2016/679.) si è assistito all’entrata in scena di nuove figure che, insieme al titolare dei dati (comunemente rappresentati dal titolare dell’attività, amministratore o rappresentante legale) formano le figure predisposte al trattamento dei dati personali. Tra tali figure il primo ad essere nominato è quello del responsabile del trattamento, con i relativi oneri e doveri. Chi è il Responsabile del trattamento Il responsabile del trattamento, sia esso una persona fisica, giuridica o autorità pubblica, è l’organismo che tratta i dati personali per conto del titolare del trattamento. Come indicato nell’art. 4 del GDPR 2016/679. Questa figura, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento EU sulla Protezione dei Dati, assume connotazioni para-professionali. L’individuazione di tale figura, da parte del titolare del trattamento, deve essere condotta tenendo conto delle competenze necessarie a garantire la tutela dei diritti dell’interessato nel rispetto del Regolamento. Relazione tra responsabile dei dati ed il titolare Con il nuovo regolamento generale europeo, all’art. 28, la nomina deve avvenire tramite contratto o altro “atto giuridico a norma del diritto dell’Unione o degli Stati membri, che vincoli il responsabile del trattamento al titolare del trattamento e che stipuli la materia disciplinata e la durata del trattamento, la natura e la finalità del trattamento, il tipo di dati personali e le categorie di interessati, gli obblighi e i diritti del titolare del trattamento“. Il responsabile dei dati ha autorizzazione a sua volta a nominare un responsabile di secondo livello, salvo approvazione del titolare del trattamento, anche in questo caso il titolare ha l’onere sulla gestione svolta da parte del responsabile. Il responsabile diventerà automaticamente titolare dei dati nel momento in cui, illecitamente, ecceda i limiti fissati nell’accordo con il titolare. In Italia viene ammessa la nomina di un responsabile interno all’azienda. Nel caso in cui la nomina sia rivolta a soggetti esterni, essi possono essere individuati tra professionisti quali commercialisti, medici del lavoro 81/08, aziende per il DVR, avvocati ecc. In questi casi il termine idoneo sarà “titolare autonomo del trattamento dei dati”, in quanto realtà indipendenti non riceventi istruzioni da parte del titolare. Obblighi del Responsabile Il responsabile ottempera ad obblighi sanciti per legge. Tali obblighi sono relativi a responsabilità sulla: Trasparenza: contrattualizzazione del rapporto tra titolare e responsabile, con relativi obblighi e limiti, mettendo a disposizione del titolare le informazioni che testimonino il rispetto dell’art. 28 del Regolamento GDPR 2016/679 e la tenuta del registro dei trattamenti svolti. Garanzia sulla sicurezza dei dati (art. 32 del Regolamento GDPR 2016/679). Garantire la riservatezza dei dati, vincolando i dipendenti. È tenuto a informare il titolare in caso di violazione e occuparsi della cancellazione dei dati a fine trattamento. Insieme al titolare il responsabile del trattamento deve essere in possesso di misure tecniche ed organizzative al fine di proteggere i dati trattatati assicurando la continua capacità di riservatezza, integrità, disponibilità e resilienza dei sistemi di conservazione. ( 22 del GDPR 2016/679) Assistere, avvisare e consigliare il titolare in caso di ispezione, controllo o violazione. Logica Servizi offre servizi integrati atti a fornirti una consulenza privacy aggiornata al nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei Dati (GDPR), puoi richiedere online un preventivo compilando il form sulla pagina dedicata al GDPR o, in alternativa, contattandoci ai nostri recapiti. [su_row][su_column size=”2/3″ center=”no” class=””] [su_button url=”http://www.logicaservizi.eu/gdpr/” background=”#115172″ size=”14″ center=”yes” radius=”0″ icon=”icon: mail-reply-all” text_shadow=”0px 0px 0px #d1cccc”]Vai alla pagina GDPR per richiedere una consulenza sulla privacy.[/su_button][/su_column] [su_column size=”1/3″ center=”no” class=””] Logica Servizi Via degli Ontani 34 – 00172 Roma Tel: 06. 45431710 Indirizzo email: info@logicaservizi.eu [/su_column][/su_row]
GDPR: facciamo il punto della situazione
GDPR il Regolamento UE – 2016/679 è entrato in vigore Adempimenti privacy 2019 – Dal 25 Maggio 2018, il Regolamento generale europeo 2016/679 riguardante la “protezione dei dati”, emanato nel Maggio 2016, va definitivamente a sostituire le precedenti norme nazionali inerenti l’argomento “privacy” (termine che ora andrà sostituito con la dicitura “protezione dei dati”). Scopo primario del regolamento è quello di incoraggiare un responsabile utilizzo dei dati personali acquisiti. La normativa europea infatti prevede che si espliciti in maniera dettagliata e comprensibile le finalità dell’utilizzo dei dati, i responsabili del trattamento (DPO) e la durata di conservazione degli stessi, per citare i punti fondamentali del Regolamento (UE) 2016/679. Con relative eccezioni, che a breve illustreremo. Quali sono i dati personali? Per dati personali si intende tutto ciò che aiuti ad identificare il nome della persona quindi, oltre i dati personali indicativi: nome e cognome indirizzo di casa data di nascita luogo di nascita indirizzo email numero di passaporto indirizzo IP (quando collegato ad altri dati) numero di targa del veicolo numero di patente volto, impronte digitali o calligrafia numeri di carta di credito identità digitale numero di telefono account name o nickname il riferimento è anche ad altri dati, definiti “sensibili”, quali: dati genetici dati biometrici dati relativi alla salute dati relativi alla vita sessuale dati relativi all’orientamento sessuale della persona dati relativi all’ origine razziale o etnica dati relativi all’opinioni politiche dati relativi alle convinzioni religiose o filosofiche dati relativi all’appartenenza sindacale Quali sono i procedimenti da adempiere?Adempimenti privacy 2019 gdpr privacy 2018 I primi e fondamentali, validi per tutte le realtà coinvolte, sono naturalmente l’adeguamento delle informative privacy (ora protezione dati), presentate alla persona in caso di contatto diretto o nella pagina policy privacy del proprio sito web ( informativa sul trattamento dei dati personali), su questo ultimo punto gli interventi da svolgere sono per esempio anche di carattere tecnico, in quanto per la normativa devono essere messi in pratica procedimenti riguardanti i “cookie” del sito ed altri sistemi di conservazione e anonimizzazione dei dati, nei casi di profilazione e raccolta di dati personali degli utenti. Chi è il DPO e chi deve nominarlo Il DPO (Data Protection Officier) è il professionista in possesso di specifiche competenze in ambito della protezione dati. Viene designato dal titolare del trattamento nelle seguenti circostanze: quando il trattamento è effettuato da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico (ad eccetto delle autorità giurisdizionali nell’esercizio delle loro funzioni); quando i trattamenti consistono e richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; quando il trattamento riguarda, su larga scala, dati sensibili o relativi a condanne penali e reati. In tutti gli altri casi è facoltà dei titolari del trattamento, nonché di loro associazioni o altri organismi che li rappresentano, designare il responsabile della protezione dati. Il DPO può essere nominato come ente interno ed esterno all’attività e deve essere comunicato al Garante della Privacy entro 48 ore dalla nomina. Come è stata accolta tale normativa in Italia? Come spesso accade nel nostro Paese ci si è attivati a ridosso della scadenza, 25 maggio 2018, nonostante la norma sia stata emanata dal 2016. Questo comportamento ha naturalmente provocato confusione e dubbi. La normativa generale europea infatti ha lasciato dei margini di indipendenza agli Stati membri, che con specifico decreto avevano la possibilità di emanare linee guida e regolamenti attuativi. GDPR: Il tanto atteso Decreto sulla privacy è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Vuoi adeguarti al Regolamento (UE) 2016/679? Contattaci dal seguente form [ninja_form id=2] Adempimenti privacy 2019 gdpr privacy 2018
BANDO ISI INAIL 2017
Il bando INAIL ISI Il bando ISI INAIL, la cui domanda deve essere inviata entro il 31 maggio 2018, permette alle aziende di partecipare a dei finanziamenti con contributo del 65% a fondo perduto per interventi di miglioramento sulla sicurezza, fino a 130.000€ Nel bando sono individuati 5 tipologie di gruppo in base all’area di intervento chiamati ASSE 1,2,3,4,5. Asse 1 Progetti di investimento per acquisto nuove macchine rientranti nel D.lgs 17/2010, interventi per riduzione rischio rumore, vibrazioni, chimico, biologico… Asse 2 progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (ISO 45001) Asse 3 progetti per la riduzione del rischio da MMC (movimentazione manuale dei carichi) Asse 4 progetti di bonifica da materiali contenenti amianto Asse 5 Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli SOGGETTI DESTINATARI DEL BANDO ISI INAIL 2017 I soggetti destinatari dei finanziamenti sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura e, per l’asse 2 di finanziamento, anche gli Enti del terzo settore. FAQ Allegati: Faq allegato 1, asse 1 – progetti di investimento (.pdf – 205 kb) Faq allegato 2, asse 1 – progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (.pdf – 205 kb) Faq allegato 3, asse 2 – progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (.pdf – 300 kb) Faq allegato 4, asse 3 – progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (.pdf – 226 kb) Faq allegato 5, asse 4 – progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (.pdf – 257 kb) Faq allegato 6, asse 5 – progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore produzione agricola primaria dei prodotti agricoli (.pdf – 454 kb) Faq di carattere generale (.pdf – 150 kb)
Evoluzione normativa sicurezza sul lavoro
Come e quando nasce la sicurezza sul lavoro Normativa sicurezza sul lavoro: la Sicurezza sul lavoro rappresenta uno dei pilastri fondamentali sul quale una società può fondare il proprio progresso nel rispetto dei diritti umani, promossi dall’ONU con la stesura della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, siglata a Parigi il 10 dicembre 1948. Il processo che porta alla situazione attuale di rispetto delle procedure inerenti la Sicurezza sui posti del lavoro ha conosciuto diversi importanti step, segnati da articoli legislativi e armonizzazioni. STORIA contemporanea della Sicurezza sul Lavoro Sorvolando per ragioni di brevità sugli albori della materia, che vede in Bernardino Ramazzini il precursore della materia (primo medico del lavoro nel 1700), l’innovazione legislativa più importante, in Italia, è rappresentata dalla legge 626 del 1994 (626/94) in attuazione di direttive europee. Successiva ad altre leggi sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, come quella del 1930 (Art. 437; cod. penale) e quella del 1942 (Art. 2087; cod. civile) e le successive specifiche in materia quali: P.R.27 aprile 1955, n. 547; P.R.7 gennaio 1956 n. 164; (relativo alle costruzioni) P.R.19 marzo 1956, n. 303; la legge 626/94 specifica nel dettaglio il concetto, introducendo la formazione e l’informazione sui rischi con l’obbligo della valutazione del rischio (risk assessment) da parte del datore di lavoro. Altri aspetti fondamentali introdotti dalla legge 626/94 sono stati l’introduzione di nuove figure all’interno dei luoghi di lavoro, tra i quali: Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), eletto dai lavoratori stessi e consultato preventivamente nei processi di valutazione dei rischi Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), soggetto di prevenzione con compiti di consulenza in posizione di neutralità Merito della 626 è stato quindi quello di cambiare il punto di vista sulla Sicurezza sul Lavoro, con essa si attiva la partecipazione del lavoratore nel processo di controllo e verifica, per esso e per gli altri, dell’attuazione delle norme inerenti la sicurezza sui posti di lavoro. Esso infatti ha l’obbligo di adempiere alle regole della normativa e segnalare le eventuali inadempienze da parte degli altri lavoratori, o del datore di lavoro, partendo dalle norme Costituzionali degli Art 1, 2, 32, 35 e 41 della Costituzione italiana. La normativa attuale sulla Sicurezza sul Lavoro TESTO UNICO sulla Sicurezza sul lavoro (TUSL), D.lgs. 81 del 2008 e ss. mm. ii. Con l’entrata in vigore del testo unico con D.lgs. 81 nel 2008, si è abrogato ed armonizzato tutto il quadro normativo precedente sulla sicurezza sul lavoro SUPERANDO QUINDI DI FATTO IL DECRETO LEGISLATIVO 626/94 ed i DPR 547/55, 164/56, 303/56, e tutti gli altri d.lgs. che nel tempo si sono succeduti, portando un adeguamento all’evoluzione tecnica e sistematica dell’organizzazione del lavoro. Tale decreto è il testo di riferimento in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. In particolare il TUSL vuole tutelare: la persona sotto ogni aspetto: salute, sicurezza, dignità, provenienza geografica e di genere; il lavoro, in qualunque forma svolto e in tutti i settori, siano essi pubblici o privati, cui siano adibiti lavoratori dipendenti o ad essi equiparati. si riconosce il principio dell’effettività della tutela: diritto di tutti coloro che operano negli ambienti di lavoro, qualunque sia il rapporto o contratto di lavoro. Ciò implica altresì un’effettività di doveri e l’esercizio di fatto dei poteri direttivi, esercizio che stabilisce che le posizioni di garanzia relative ai soggetti (D.Lgs. 81/08 art. 2, c. 1 lett. b), d), e) gravano su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a Datore di Lavoro (DL), Dirigenti e Preposti (D. Lgs. 81/2008 art. 299). In Conclusione Con la stesura delle norme atte a disciplinare il mondo del lavoro sotto l’aspetto della sicurezza, si vuole sempre più contrastare l’insorgere di problematiche legate alla salute del lavoratore e ai rischi sulla propria vita e quella dei propri colleghi, collaboratori o sottoposti. Logica Srls La Logica srls Servizi per le Aziende opera da oltre 20 anni nel campo della Sicurezza del Lavoro, fornendo tutti i servizi legati alla medicina e sicurezza sui posti di lavoro. La Logica é Centro Accreditato per la formazione e tutti i corsi sono CERTIFICATI e disponibili Online, presso le nostre aule ed anche direttamente nelle sedi Aziendali. Grazie alla collaborazione di professionisti, Enti di formazione ed un Centro Medico di proprietà per le procedure mediche obbligatorie, la Logica srls rappresenta un partner ideale per Assistere la tua azienda ed i tuoi Lavoratori. 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